La notizia della morte di Robert Redford, scomparso stamattina a 89 anni nella sua casa di Provo, nello Utah, si aggiunge a una lista di lutti che ha reso il 2025 un anno particolarmente pesante per il mondo della cultura, dello spettacolo e dello sport. Da Papa Francesco a Giorgio Armani, da Gene Hackman a Pippo Baudo, da Ozzy Osbourne a Oliviero Toscani: il bilancio delle perdite, a poco più di metà anno, è già impressionante.
Robert Redford, la scomparsa dell’ultimo gigante di Hollywood
Robert Redford è morto il 16 settembre 2025, nel sonno, nella sua casa di Provo, nello Utah. Aveva 89 anni. L’annuncio è arrivato dalla famiglia. Due volte premio Oscar — come miglior regista per Gente comune nel 1981 e alla carriera nel 2002 — Redford è stato tra i volti più riconoscibili del cinema americano per oltre mezzo secolo. Butch Cassidy, La stangata, I giorni del condor, Come eravamo: la sua filmografia attraversa decenni di storia del cinema. Negli anni Ottanta fondò il Sundance Institute e il Sundance Film Festival, piattaforma diventata centrale per il cinema indipendente mondiale. Nel 2017 aveva ricevuto anche il Leone d’oro alla carriera alla Mostra del cinema di Venezia.
Gennaio: Oliviero Toscani, David Lynch e Marianne Faithfull
L’anno si è aperto con diversi lutti significativi. Il 1° gennaio è morta Nora Orlandi (91 anni), pianista, compositrice e fondatrice del gruppo vocale I 4+4, protagonista della Rai in bianco e nero. Quentin Tarantino utilizzò il suo brano Dies Irae nella colonna sonora di Kill Bill Vol. 2. Il giorno dopo, il 2 gennaio, sono scomparsi Aldo Agroppi, ex calciatore del Torino e pungente opinionista televisivo (80 anni), e Rosita Missoni (93 anni), cofondatrice della celebre maison di maglieria insieme al marito Ottavio.
Rino Tommasi, voce storica del tennis e del pugilato in Italia, è morto l’8 gennaio a 90 anni. L’8 gennaio è scomparso anche l’ex portiere del Milan Fabio Cudicini, il “Ragno Nero”, a 89 anni.
Oliviero Toscani è morto il 13 gennaio a 82 anni a Cecina, dopo il peggioramento dell’amiloidosi diagnosticata circa due anni prima. Il fotografo milanese aveva rivoluzionato la comunicazione pubblicitaria con le campagne per Benetton, immagini provocatorie su temi come razzismo, AIDS e pena di morte. Il giorno dopo, il 14 gennaio, è morto Furio Colombo (94 anni), giornalista, intellettuale e parlamentare, autore dell’ultima intervista a Pier Paolo Pasolini e della legge che ha istituito il Giorno della Memoria.
David Lynch è morto il 16 gennaio a 78 anni. Regista di Twin Peaks, Mulholland Drive e Blue Velvet, aveva sofferto di enfisema per anni. La famiglia ha annunciato la scomparsa con le parole: “C’è un grande vuoto nel mondo ora che non è più con noi. Ma, come avrebbe detto, guardate la ciambella e non il buco.”
Marianne Faithfull, icona della Swinging London e cantautrice dalla vita tormentata, è morta il 30 gennaio a 78 anni nella sua amata Londra. Mick Jagger l’ha ricordata come “una meravigliosa amica, una cantante bellissima e una grande attrice”.
Febbraio: Gene Hackman e il mistero di Santa Fe
La morte più discussa dell’anno è stata quella di Gene Hackman. Il 26 febbraio i corpi dell’attore novantacinquenne e della moglie Betsy Arakawa (63 anni), insieme al loro pastore tedesco, sono stati trovati nella loro casa di Santa Fe, in New Mexico, durante un controllo di routine. Dopo settimane di speculazioni, la medico legale del New Mexico Heather Jarrell ha stabilito che Hackman era deceduto probabilmente il 18 febbraio — data dell’ultimo battito registrato dal suo pacemaker — per cause naturali legate a malattie cardiache, ipertensione, patologie respiratorie e Alzheimer avanzato. Arakawa è morta per sindrome polmonare da hantavirus, un’infezione grave trasmessa dai roditori. I corpi sono stati rinvenuti in stanze separate della villa. Hackman, due volte premio Oscar per Il braccio violento della legge e Gli spietati, si era ritirato dal cinema nel 2004.
Nello stesso mese è morta Roberta Flack il 24 febbraio a 88 anni, la voce di Killing Me Softly with His Song. L’artista aveva annunciato nel 2022 di soffrire di SLA. Sempre il 26 febbraio, a New York, è stata trovata senza vita l’attrice Michelle Trachtenberg a 39 anni. Gli accertamenti successivi hanno attribuito il decesso a complicazioni del diabete mellito. Il 27 febbraio è morto Boris Spassky (88 anni), campione del mondo di scacchi dal 1969 al 1972, protagonista della leggendaria “sfida del secolo” contro Bobby Fischer.
Marzo: l’addio a Eleonora Giorgi e Bruno Pizzul
Eleonora Giorgi è morta il 3 marzo a 71 anni, uccisa dal tumore al pancreas diagnosticato nel novembre 2023, con metastasi al cervello. L’attrice aveva parlato pubblicamente della malattia, affrontandola con la trasparenza che le era propria. Protagonista di Borotalco accanto a Carlo Verdone, per cui vinse il David di Donatello, era una delle attrici più popolari del cinema italiano degli anni Settanta e Ottanta.
Bruno Pizzul è morto il 5 marzo a 86 anni. Per quasi vent’anni la sua è stata la voce della Nazionale italiana su Rai, dalla tragedia dell’Heysel alle “Notti Magiche” di Italia ’90. La sua formula d’apertura — “Signori all’ascolto, buonasera” — era diventata un rituale collettivo.
Il 14 marzo è scomparso Pietro Genuardi, volto popolare delle fiction italiane (CentoVetrine, Il Paradiso delle Signore). Nadia Cassini è morta il 18 marzo a 76 anni, icona della commedia sexy all’italiana. George Foreman, leggendario campione dei pesi massimi e protagonista del “Rumble in the Jungle” contro Muhammad Ali, è morto il 21 marzo a 76 anni. Il mese si è chiuso con la morte di Richard Chamberlain (29 marzo, 90 anni), il padre Ralph di Uccelli di rovo, che nel 2003 aveva fatto coming out nell’autobiografia Shattered Love.
Aprile: Papa Francesco, Val Kilmer e Vargas Llosa
Val Kilmer è morto il 1° aprile a 65 anni. L’attore aveva un cancro alla gola dal 2014 che aveva compromesso gravemente la sua salute, ed è stato stroncato da una polmonite. Jim Morrison in The Doors, Iceman in Top Gun, Batman nel film di Schumacher: la sua filmografia è stata tra le più eclettiche della sua generazione.
Il 5 aprile è scomparso Antonello Fassari, il Cesare de I Cesaroni, amato attore di cinema e teatro che aveva lavorato con Marco Risi, Marco Tullio Giordana e Stefano Sollima.
Mario Vargas Llosa è morto il 13 aprile a Lima, a 89 anni. Nobel per la Letteratura nel 2010 e ultimo esponente del boom letterario latinoamericano, lascia un’opera sterminata: La città e i cani, La festa del Caprone, Avventure della ragazza cattiva. “Ha goduto di una vita lunga, molteplice e fruttuosa”, hanno scritto i figli.
Il lutto più grande del mese è stato quello per Papa Francesco, morto il 21 aprile, Lunedì di Pasqua, nella Casa Santa Marta in Vaticano, a 88 anni. Jorge Mario Bergoglio — primo papa gesuita e primo proveniente dalle Americhe — era stato ricoverato dal 14 febbraio al Policlinico Gemelli per complicazioni respiratorie. L’ultima apparizione pubblica risale alla benedizione urbi et orbi della Domenica di Pasqua, il giorno prima. Il camerlengo Kevin Farrell ha confermato il decesso alle 7:35 del mattino.
Da maggio a luglio: Benvenuti, Salgado, Osbourne e gli altri
Nino Benvenuti, leggenda del pugilato italiano, campione olimpico a Roma 1960 e campione mondiale dei pesi medi, è morto il 20 maggio a 87 anni. Il 23 maggio è scomparso a Parigi Sebastião Salgado (81 anni), tra i più grandi fotografi documentaristi del Novecento, autore di reportage che hanno raccontato la vita degli ultimi in oltre 120 paesi.
Il mese di giugno ha portato via tre figure importanti dell’arte e del cinema italiano: Arnaldo Pomodoro (22 giugno, 98 anni), lo scultore delle celebri sfere di bronzo; Lea Massari (23 giugno, 91 anni), antidiva del cinema italiano e francese, musa di Antonioni ne L’Avventura; Alvaro Vitali (24 giugno, 75 anni), il Pierino della commedia italiana. L’11 giugno è morto Brian Wilson (82 anni), genio creativo dei Beach Boys, nel sonno nella sua casa di Beverly Hills.
Luglio è stato un mese particolarmente pesante. Il 3 luglio l’attaccante portoghese del Liverpool Diogo Jota è morto a 28 anni in un incidente stradale nella provincia di Zamora, in Spagna, insieme al fratello André. Lo stesso giorno un arresto cardiaco ha ucciso Michael Madsen (67 anni), attore feticcio di Tarantino da Le Iene a Kill Bill. Il suo cardiologo ha confermato cause naturali, con cardiopatia e alcolismo tra i fattori rilevanti.
Il 17 luglio, a Porto Sant’Elpidio (Fermo), il base jumper austriaco Felix Baumgartner è precipitato con il suo deltaplano a motore ed è morto a 56 anni. L’uomo del record della stratosfera — il lancio da 39 chilometri di altitudine nel 2012 — è finito nella piscina di una struttura ricettiva, ferendo anche una ragazza.
Ozzy Osbourne è morto il 22 luglio a 76 anni per un attacco cardiaco, aggravato dalla malattia coronarica e dal morbo di Parkinson diagnosticato nel 2019. Poche settimane prima aveva tenuto un concerto d’addio a Birmingham con i Black Sabbath. Il 24 luglio è morto Hulk Hogan a 71 anni, icona del wrestling mondiale che aveva portato il genere nelle case di milioni di famiglie.
Agosto: Pippo Baudo e l’astronauta Jim Lovell
Il 6 agosto è morto a Genova Gianni Berengo Gardin, tra i più grandi fotografi italiani del Novecento, con oltre due milioni di negativi e più di 260 libri pubblicati. “Non sono un artista ma un testimone”, amava ripetere. Il giorno dopo, il 7 agosto, si è spento a 97 anni Jim Lovell, comandante dell’Apollo 13, l’uomo della celebre frase “Houston, abbiamo un problema” e il primo essere umano a volare nello spazio quattro volte.
La sera del 16 agosto è morto a Roma Pippo Baudo, a 89 anni. Tredici edizioni del Festival di Sanremo, una carriera che attraversa l’intera storia della televisione italiana: Canzonissima, Fantastico, Domenica In. La sua scomparsa ha chiuso un’epoca.
Settembre: Armani, Redford, Benni
Emilio Fede, storico direttore del TG4, è morto il 2 settembre a 94 anni. Due giorni dopo, il 4 settembre, si è spento Giorgio Armani a 91 anni. Lo stilista piacentino ha ridefinito l’eleganza moderna: negli anni ha vestito oltre un terzo dei premiati agli Oscar, ha acquistato l’Olimpia Milano e ha costruito un impero che spazia dalla moda all’hôtellerie. Sedicimila persone gli hanno reso omaggio alla camera ardente.
Stefano Benni è morto il 9 settembre a 78 anni. Scrittore, giornalista e drammaturgo, ha raccontato l’Italia con un umorismo surreale e una satira pungente: Bar Sport, Terra!, La compagnia dei Celestini.
Il 10 settembre l’omicidio di Charlie Kirk, influente attivista conservatore americano e fondatore di Turning Point USA, ha sconvolto gli Stati Uniti. Kirk è stato ucciso a colpi d’arma da fuoco durante un evento alla Utah Valley University da un ventiduenne poi consegnatosi alle autorità.
E stamattina, come annunciato dalla famiglia, Robert Redford. La lista, purtroppo, è destinata ad allungarsi.
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Fonti: RaiNews | Sky TG24 | Corriere della Sera | ANSA | Il Post
Jane Austin è autrice de Il Giornalista e si occupa di biografie, personaggi famosi e notizie dal mondo delle celebrità. Scrive contenuti chiari e informativi, con l’obiettivo di raccontare le storie, le carriere e le curiosità delle personalità più conosciute.