Jannik Sinner è nato il 16 agosto 2001 a San Candido ed è cresciuto a Sesto Pusteria, in provincia di Bolzano. La sua famiglia è altoatesina e di madrelingua tedesca. Il padre, Hanspeter Sinner, e la madre, Siglinde, sono anche loro di Sesto Pusteria.
Per circa vent’anni hanno lavorato al Rifugio Fondovalle (Talschlusshütte) in Val Fiscalina, lui come cuoco e lei in sala. Jannik ha un fratello maggiore, Mark, nato in Russia e adottato dai Sinner prima che nascesse lui. Qui sotto trovi chi sono i genitori, da dove viene la famiglia, perché si parla tanto delle sue “radici austriache” e che ruolo ha avuto la famiglia nella sua carriera.
Radici altoatesine: italiano di nascita, tedesco di lingua
Sesto, in tedesco Sexten, è un paese di montagna dell’Alta Pusteria, a circa 40 chilometri dal confine con l’Austria. Qui quasi tutti parlano tedesco come prima lingua. Anche Jannik è cresciuto così: ha frequentato la scuola in lingua tedesca e ha imparato l’italiano come seconda lingua. Oggi lo parla fluentemente, con un leggero accento.
Per questo c’è chi pensa che i suoi genitori siano austriaci, ma non è così. Hanspeter e Siglinde sono sudtirolesi, cioè italiani di lingua tedesca. L’Alto Adige faceva parte dell’Impero austro-ungarico e passò all’Italia dopo la Prima guerra mondiale. Dopo il 1945 l’accordo De Gasperi-Gruber e poi lo Statuto di autonomia del 1972 hanno garantito alla comunità di lingua tedesca ampi diritti linguistici e culturali.
Jannik ha parlato più volte di questa doppia identità. In un’intervista a Vanity Fair, citata da Politico, ha detto di essere molto orgoglioso di essere italiano. Ha anche fatto un paragone: in famiglia si parla un dialetto tedesco, così come in Sicilia si parla un dialetto che nel resto d’Italia non tutti capiscono.
Hanspeter Sinner, il papà cuoco del Rifugio Fondovalle
Hanspeter è cresciuto in una famiglia di contadini dell’Alto Adige. Alcune biografie giornalistiche indicano il 1964 come anno di nascita, ma non c’è una conferma ufficiale. Nel 2000 è diventato capo cucina del Rifugio Fondovalle, nel parco naturale Tre Cime. Ci è rimasto fino all’autunno del 2022, quando ha lasciato il lavoro per seguire Jannik ai tornei come cuoco personale.
Armin Villgrater, oggi cuoco e titolare del rifugio con la sua famiglia, ha imparato il mestiere proprio da lui. Al Gambero Rosso lo ha descritto come un cuoco preciso e attento a non sprecare nulla, uno che “bacchettava al momento giusto, ma sapeva anche ringraziare”. Due suoi piatti sono ancora nel menu del rifugio: il risotto al pino mugo con porcini freschi e la “Padella dell’Alpinista”, una rosticciata nata per riutilizzare i canederli avanzati.
Per Jannik, in rifugio, Hanspeter preparava i “maccheroni chef”: ragù, speck, verdure, funghi e panna. Molti ritratti raccontano anche un episodio dell’infanzia di Jannik, quando il padre allenava la squadra di calcio del paese. Una volta lo tolse dal campo perché non passava la palla ai compagni.
Siglinde Sinner, la mamma che si emoziona in tribuna
Siglinde ha lavorato per anni al rifugio insieme al marito: lui in cucina, lei in sala. Tra i due è quella che si vede di più in tribuna. Le sue reazioni durante le partite più tese, per esempio a Wimbledon, sono diventate virali più di una volta.
Siglinde rilascia pochissime interviste e quindi della sua vita privata si sa poco. Secondo alcune testate, dopo aver lasciato il rifugio i coniugi Sinner gestiscono una casa vacanze di famiglia a Sesto. È un’informazione riportata dalla stampa, non da fonti ufficiali.
Mark Sinner, il fratello adottato in Russia
Mark è nato in Russia nel 1998. I Sinner lo hanno adottato quando aveva pochi mesi, circa tre anni prima della nascita di Jannik. Non ha seguito la strada dello sport: lavora come istruttore dei Vigili del Fuoco in Alto Adige, il mestiere che desiderava fare. Anche lui, come i genitori, sta lontano dai riflettori.
Una famiglia che sostiene senza pressioni
Hanspeter e Siglinde non sono mai stati allenatori o manager del figlio, ed è questo ciò che colpisce di più della loro storia. Da bambino Jannik sognava la Formula 1, ma la famiglia non poteva permettersi le gare di go-kart. Così ha cominciato con lo sci e il tennis: a dodici anni era campione italiano di sci nella sua categoria, poi ha scelto la racchetta.
A 13 anni si è trasferito a Bordighera, in Liguria, per allenarsi nell’orbita di Riccardo Piatti. I genitori lo hanno lasciato partire, anche se era una decisione difficile per una famiglia legata alla montagna. Jannik ha spesso detto che questa libertà di scegliere, senza aspettative esagerate, è stata decisiva per lui.
Di solito i genitori seguono le sue partite in silenzio, un po’ in disparte. Dopo il titolo al Masters di Madrid nel 2026, Jannik ha ringraziato pubblicamente il padre e la madre: “Mi considero molto fortunato”. Dalla Val Fiscalina sono passati agli spalti dei tornei più importanti, ma il loro stile riservato è rimasto lo stesso.
Jane Austin è autrice de Il Giornalista e si occupa di biografie, personaggi famosi e notizie dal mondo delle celebrità. Scrive contenuti chiari e informativi, con l’obiettivo di raccontare le storie, le carriere e le curiosità delle personalità più conosciute.
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