Le due vite del titolo non sono due persone che si amano. Sono due parti della stessa testa. Alla vigilia di Sanremo 2023, intervistato da Vanity Fair e da Sky TG24 il 1° febbraio, Marco Mengoni ha spiegato: «È la mia storia infinita perché è la storia di un rapporto tra la ratio e l’inconscio. Sto dedicando un sacco di ore alla settimana ai miei pensieri con una professionista e sto capendo che il mio inconscio mi dà input più realistici della vita quotidiana». Il brano, scritto con Davide Petrella e Davide Simonetta, è uscito l’8 febbraio 2023 per Epic (Sony Music) e ha vinto il Festival tre giorni dopo.
La notte e i sogni contro la vita di tutti i giorni
Nella stessa conversazione con i giornalisti Mengoni ha messo in fila le due metà: «quella della notte e dei sogni che diventa più reale dei sogni stessi, e quella che vivo tutti i giorni». E ha aggiunto la chiave morale del pezzo: «Sono un peccatore, sono uno che sbaglia. Esistono gli schiaffi e devi andare avanti nella vita. Ci sono momenti di noia e di down che comunque servono come tutte le cose: per me Due vite è questo».
A Fanpage ha spiegato perché il sonno sia il centro del testo: la mente «tende a nascondere le paure, le angosce, le emozioni più profonde», mentre «quando arrivi da Morfeo non ci sono sconti». In una dichiarazione più sintetica, ripresa da Radio Deejay, ha riassunto: «Due vite parla di rapporti mettendo al centro la relazione più intima, quella con sé stessi».
Sulle interpretazioni di chi ascolta è stato esplicito, e questo spiega perché la lettura sentimentale convivi senza contraddirlo: «Gli altri è giusto che ci vedano quello che vogliono. Il mio professore di Storia dell’Arte mi diceva di non leggere mai le didascalie dei quadri».
Le immagini che tengono insieme il testo
Il brano dura 3 minuti e 45 e si apre con un verso che fissa subito l’insonnia come luogo del racconto: «Siamo i soli svegli in tutto l’universo / e non conosco ancora bene il tuo deserto». Lo stesso incipit ritorna nella seconda strofa, spostato all’esterno: «a gridare un po’ di rabbia sopra un tetto».
Nel mezzo si ripete l’immagine più citata del pezzo, «siamo un libro sul pavimento / in una casa vuota / che sembra la nostra», con dettagli domestici minimi — il caffè col limone contro l’hangover, i fiori nella camera, la maglia metallica — che funzionano come fotografie della vita diurna. Il ritornello sposta tutto su un piano assoluto: «se questa è l’ultima canzone e poi la luna esploderà». E l’ultima riga trasforma il titolo in una domanda: «che giri fanno due vite». Il testo integrale è pubblicato sui canali ufficiali di Mengoni e sulle piattaforme di streaming.
Scritta in due giorni, con un arpeggio e una notte insonne
Non è un brano scritto da Mengoni in solitudine. Davide Petrella, in arte Tropico, ha raccontato la genesi su Instagram e al Corriere del Mezzogiorno: lui e Simonetta avevano due giorni di sessione nello studio del produttore e, pur senza dirselo, volevano «scrivere il brano per andare a vincere questo Sanremo». Il primo giorno un arpeggio di Simonetta ha sbloccato quasi tutto, testo e melodia «di getto», tranne il ritornello; quello è arrivato il giorno dopo, dopo una notte insonne passata in un ostello del paese dove si trova lo studio.
Il riferimento vocale dichiarato è Lucio Dalla: «È una canzone piena di parole, una tensione continua che sembra non esplodere mai», ha detto Mengoni, spiegando di aver cantato «con poco fiato, tante parole e molta tensione». A Deejay Chiama Italia ha poi rivelato che il pezzo non era pensato per il Festival: «Non era nata per Sanremo, è uscita in una sessione di scrittura nella terza parte di Materia. A un certo punto qualcuno ha alzato la mano». Due vite è infatti diventata la traccia d’apertura di Materia (Prisma), uscito a maggio 2023.
Tre versioni, tre testi diversi
Chi cerca i versi e non ritrova quelli che ricorda sta quasi sempre ascoltando una variante. Il 31 marzo 2023 Mengoni ha pubblicato la Eurovision Version, tagliata a 3 minuti e 4 secondi per rispettare il limite di durata del concorso: sparisce quasi un minuto di testo, soprattutto nella parte centrale. Il 13 ottobre 2023 è arrivata La dernière chanson, adattamento bilingue francese-italiano cantato dallo stesso Mengoni e firmato anche da Simonetta. Su quest’ultima data circola online anche il 17 ottobre, riportato senza fonte primaria: l’annuncio dell’artista e la stampa musicale italiana indicano venerdì 13 ottobre 2023.
Il 45,53% dell’Ariston, il quarto posto di Liverpool
I numeri pubblicati dalla Rai dicono quanto netta sia stata la vittoria. Nella finale a cinque dell’11 febbraio 2023 Mengoni ha chiuso con il 45,5314%, davanti a Lazza (16,6419%) e Mr. Rain (14,4259%), con il 32,3130% del televoto e il primo posto sia nella giuria della sala stampa sia in quella demoscopica. Al brano è andato anche il Premio «Giancarlo Bigazzi» per la miglior composizione musicale.
All’Eurovision Song Contest di Liverpool, il 13 maggio 2023, Due vite si è classificata quarta su 26 con 350 punti, raccogliendo 12 punti dalle giurie di Austria, Croazia, Romania, San Marino e Slovenia e dal televoto di Albania e Malta. Mengoni, Petrella e Simonetta hanno vinto il Marcel Bezençon Award per la composizione, assegnato dai compositori in gara.
Sei platino, Piscinas e il video più visto del 2023
Sul mercato italiano è il singolo di maggior successo della carriera di Mengoni: numero uno nella classifica FIMI dei singoli e sei volte disco di platino, oltre 600.000 unità, con l’ultimo riconoscimento certificato nel maggio 2024. Va letto con una precisazione tecnica: in quel periodo la soglia del platino per un singolo era 100.000 unità, mentre dal 2025 la FIMI l’ha portata a 200.000. In Svizzera il brano è arrivato al secondo posto in classifica e al disco di platino.
Il videoclip, diretto dal regista sardo Roberto Ortu con la fotografia di Francesco Piras, è stato girato tra le dune di Piscinas, nel Sulcis-Iglesiente, ed è stato il video musicale più visto in Italia su YouTube nel 2023, davanti a Cenere di Lazza. Oggi ha superato i 160 milioni di visualizzazioni, mentre su Spotify il brano è oltre i 137 milioni di stream.
La cover di Laura Pausini e le critiche di gennaio 2026
L’ultimo capitolo non porta la firma di Mengoni. Il 16 gennaio 2026 Laura Pausini ha pubblicato in Francia La dernière chanson (Due vite) in duetto con il cantante francese Julien Lieb, strofe in francese e ritornello in italiano, prodotta da Paolo Carta e tratta dall’album Io canto 2; il video è firmato da Gaetano Morbioli e la prima esecuzione dal vivo è andata in onda il 17 gennaio su Star Academy (TF1). Pausini ha spiegato di aver scelto il brano perché lo considerava «una canzone importante e senza tempo» sin da Sanremo 2023.
L’uscita ha innescato una reazione molto aspra sui social, in buona parte da parte dei fan di Mengoni. A Vanity Fair, durante il Festival di Sanremo 2026 che ha co-condotto con Carlo Conti, Pausini ha commentato: «L’ho amata molto, l’ha amata anche lo stesso Marco, e l’hanno amata tante persone: su 3mila commenti forse 500 sono negativi. Ma non immaginavo queste mazzate». Una presa di posizione pubblica di Mengoni sulla cover non risulta documentata: l’apprezzamento riferito resta una dichiarazione di Pausini.
Altri blogs: Cloe Simoncioni
Fonti: Rai | Vanity Fair | Eurovision.com | All Music Italia | Il Fatto Quotidiano
Jane Austin è autrice de Il Giornalista e si occupa di biografie, personaggi famosi e notizie dal mondo delle celebrità. Scrive contenuti chiari e informativi, con l’obiettivo di raccontare le storie, le carriere e le curiosità delle personalità più conosciute.
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